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CANNABIS, DAVVERO LIGHT?


CANNABIS, DAVVERO LIGHT?




Qualche sera fa ho avuto l’occasione di partecipare ad un convegno sulla cannabis tenuto dal Dott. Serpelloni, uno dei massimi esperti in farmacologia
e neurochimica del cervello che lavora presso l'Università della Florida. Vi avevo chiesto sui social se potesse interessarvi avere qualche informazione
in più a riguardo e la risposta è stata affermativa. 


Premessa: il mio intento non è quello di dirvi di non usare cannabis, ognuno di noi è libero di fare le proprie scelte, ma il mio obiettivo
è quello di informarvi, grazie agli studi scientifici presenti in letteratura,  sugli effetti reali della cannabis a livello cerebrale e psicologico 
 in modo tale che poi ognuno possa fare la propria scelta.




La domanda principale su cui verteva il convegno era:
la cannabis è davvero una droga leggera, quindi può essere usata senza danni e preoccupazioni?



Innanzitutto, una breve descrizione di cosa è la marijuana: quando si parla di marijuana ci si riferisce alle foglie secche, ai fiori, ai gambi e ai semi
della pianta di canapa e la principale sostanza psicoattiva (che altera la mente), responsabile della maggior parte degli effetti inebrianti è
il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), è importante sottolineare come negli ultimi anni la composizione della cannabis sia cambiata alzando
il livello di THC (effetto stupefacente) e diminuendo quello di CBD (effetto rilassante).

 
Quali sono le conseguenze della cannabis? 
 
Le ricerche svolte hanno dimostrato che i consumatori di cannabis adolescenti presentano dei deficit nella velocità psicomotoria,
nella ripetizione di sequenze, nell’apprendimento verbale e nel mantenimento dell’attenzione. (Meier et al, 2012).
 
Le principali conseguenze dell’uso di cannabis possono essere suddivise in breve e lungo termine:

 
Conseguenze a breve termine: 
 
- Paranoia/ psicosi / ansia
- Percezione distorta
- Alterazione della memoria di lavoro
- Scarsa coordinazione delle capacità motorie e alla guida
- Variazioni genetiche e epigenetiche
- Problemi legali
- Aumento dei comportamenti sessuali a rischio
 

Conseguenze a lungo termine: 
 
- Modifica delle strutture e delle funzioni del cervello
- Ansia, depressione, schizofrenia…
- Abbassamento del Qi
- Diminuzione della motivazione e della soddisfazione a fare qualcosa
- Tachicardia, bronchite….
- Problemi nel sonno
 
 
Uno studio Neo Zelandese ha dimostrato inoltre che le persone che hanno usato pesantemente la cannabis durante l’adolescenza hanno
perso poi in media 8 punti in meno di QI tra i 13 e i 38 anni (Nora Walkor), mentre invece coloro che hanno iniziato a fumarla da adulti non hanno
mostrato notevoli diminuzioni del QI. Questo perchè l'uso regolare e in grande quantitò di cannabis può compromettere le funzioni di ragionamento
quando il cervello è nel periodo più sensibile e vulnerabilile del suo sviluppo.

 
Inoltre, dalla letteratura internazionale, emerge che un uso precoce di cannabis rende i soggetti a rischio di sviluppare un abuso di altre sostanze,
circa il 30% infatti dei consumatori ricerca in futuro sensazioni sempre più forti passando dalla cannabis a droghe più pesanti, inoltre da ricordare è che
quando la cannabis agisce, agisce su tutte le funzioni/strutture del cervello, non solo su zone localizzate.
 


Smentiamo, infine, alcune fake news sulla cannabis:
 
- La cannabis non dà dipendenza: non è detto che chi fuma cannabis arriverà certamente ad usare droghe più pesanti,
ma nel 30% circa dei casi ci sarà un’escalation perché evolve il bisogno di provare sensazioni sempre più forti;
 
- La cannabis fa dimagrire: non è vero, anzi crea quella fame chimica che porta a mangiare di più;
 
- La cannabis è davvero light:  la ricerca svolta dal Dott. Serpelloni smentisce ciò, infatti attraverso una serie di ricerche sperimentali ha dimostrato
come bastino pochi gr di prodotto attualmente legale per «creare una sostanza farmacologicamente attiva che provoca alterazioni neuropsichiche»,
quindi non ha senso parlare di cannabis light poichè attraverso strumenti specifici (in realtà anche pericolosi) si può estrarre il THC in dosi sufficienti
da ottenere una sostanza alterante e dannosa per la salute.