Psicologa, Psicologa giuridica e Operatrice di training autogeno
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DISAGIO ESISTENZIALE

“L'angoscia esistenziale non solo non va combattuta, ma va accettata e affrontata per essere veramente uomini.”
Isabelle Filliozat



DISAGIO ESISTENZIALE



Con il termine disagio si definisce uno stato di difficoltà e di sofferenza emotiva - sociale in cui può venirsi a trovare una persona. Il disagio non è una malattia poiché
può essere generato da diverse concause e dipende da fattori sociali, ambientali, culturali, psicologici e educativi.


Quando le persone si pongono domande riguardo al senso della vita, spesso possono non una ottenere una risposta certa, e in alcuni casi,
negli individui piùsensibili e vulnerabili può generarsi un disagio esistenziale.



Il disagio esistenziale è prodotto dalle perplessità, dalle disillusioni e dalle insoddisfazioni della vita connesse all’assenza dei tradizionali punti di riferimento e a domande come: chi sono?chi voglio essere? Quali è il senso della mia vita? Quali valori voglio seguire?. Questo stato è caratterizzato da sensazioni di solitudine, disorientamento e angoscia connessi a pensieri negativi. In queste circostanze la persona si sente inutile, svalutata e nascono così pensieri negativi verso se stesso e gli altri. In questo momento di difficoltà vengono messi in discussione i principali aspetti della propria vita come il lavoro, la famiglia, gli affetti, i progetti e gli obiettivi della propria vita; e volte per poter riuscire a tollerare il disagio l’individuo può assumere comportamenti a rischio come dipendenza da stupefacenti, farmaci, alcool, atteggiamenti violenti…

 
In sintesi il disagio esistenziale è caratterizzato da:
 
Senso di fallimento
Incertezze riguardo il futuro
Senso di non appartenenza
Senso di vuoto
Senso di solitudine
Mancanza di autostima
Perdita di interesse per il mondo circostante



COSA PUO’ FARE LO PSICOLOGO?


Attraverso il colloquio, lo psicologo accompagna il paziente a riflettere sul proprio disagio, a mettere in luce quelli che il soggetto ritiene gli aspetti
problematici della sua vita, e’ importante chiedere aiuto perché altrimenti il malessere può diventare devastante, e patologico.
Attraverso la condivisione della propria sofferenza e il sostegno dello psicologo, viene favorito lo sviluppo delle competenze riflessive del paziente, l’obiettivo
è quello di valorizzare i punti di forza che l’individuo già possiede, ma che spesso si dimentica di avere.

In un clima di comprensione ed empatia è possibile imparare a gestire ed accettare il proprio malessere, chiarire e ridefinire il proprio ruolo e
individuare nuovi obiettivi da perseguire. E’ importante riuscire ad accettare che noi non possiamo controllare ogni cosa.


L’obiettivo del sostegno psicologico è quello di aiutare il paziente a considerare la propria vita significativa pur accettando il fatto che
prima o poi andrà incontro ad emozioni dolorose.  Lo psicologo aiuta il soggetto a vedere la realtà da angolazioni diverse, a trovare soluzioni
alternative al problema per riuscire a superare il disagio in modo costruttivo.